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Comala
di Valentina Etzi
Comala, in omaggio alla città di Juan Rulfo: un luogo abitato dall’assenza, dalla memoria e dalle tracce di vite che un tempo lo attraversavano. Ma questa Comala è anche casa mia: un territorio reale, segnato dallo spopolamento e dalla lenta trasformazione delle forme dell’abitare. La Sardegna.
Guardo allo spopolamento non soltanto come perdita, ma come trasformazione degli equilibri tra specie, ecosistemi e forme di vita. Quando l’uomo arretra, un territorio non diventa semplicemente vuoto: cambia. La vegetazione oltrepassa confini, gli animali rioccupano spazi abbandonati, le infrastrutture si trasformano, mentre alcuni ecosistemi si rigenerano e altri si deteriorano. Nulla torna semplicemente a ciò che era: emerge un nuovo equilibrio.
Anche chi rimane è costretto a ridefinire il proprio rapporto con il luogo, con gli altri e con le altre specie. Il silenzio si espande e i confini tra abitato e selvatico, umano e non umano, presenza e assenza diventano più porosi.
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