Sezione Open · Geografie interiori · Foto singola · F76
Le crepe delle memoria
di Giuseppe Maione
Le Vele di Scampia non sono state soltanto cemento. Sono state promessa, fallimento, casa, ferita. Dentro quelle pareti consumate il tempo ha lasciato crepe profonde, ma nessuna è più profonda di quelle incise nella memoria di chi qui ha vissuto.
Per anni Scampia è stata raccontata attraverso il suo lato più feroce, trasformata in un simbolo di degrado e criminalità. Ma dietro ogni finestra c’erano vite che nessuna cronaca poteva contenere: famiglie, bambini, solitudini, resistenza, dignità. Esistenze sospese dentro un’architettura diventata confine.
Oggi il cemento cade. Le Vele vengono demolite e il paesaggio cambia. Ma abbattere un edificio non significa cancellarne la storia.
Queste crepe sono ciò che resta prima della polvere: cicatrici di un luogo che ha sopportato il peso degli anni e dello stigma.
Perché un muro può essere demolito.
La memoria no. Quella trova sempre una crepa attraverso cui tornare.
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